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Francesco Nesi | La Critica d'Arte
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…Questa danza dell’andare ha però come una bussola invisibile. La libera e lieta pittura di Nesi tiene e trasmette alcuni messaggi di ordine etico. La sua leggerezza
Impedisce di decifrarne i termini precisi, ma l’intera coloratissima girandola di uomini e cose è spinta da un vento che porta delle voci.
Forse le voci dell’amore. Forse le voci dell’amicizia. Forse quel corso solidale che si leva dai miliardi di uomini anch’essi affannati e in cammino, sotto il sole o la luna, verso la pace….

di
Pier Francesco Listri
::.




…Il pittore sembra scegliere una dimensione favolistica consapevole che la vita ordinaria si possa mutare in splendido scenario visionario, dove la luna e le stelle accompagnano l’autore in un viaggio verso la poesia raccontato con i fragili strumenti dell’arte pittorica. Una voce debole e leggera, ma destinata a durare dentro i nostri cuori e nei nostri sentimenti più profondi, perché tutti sembrano attendere la notte dei desideri e delle stelle cadenti; quando le utopie ed i sogni prendono vita, tornano a dominare di nuovo sulla terra. Le paure e le ansie sono adesso soltanto un ricordo, la luce e i colori diventano le piacevoli presenze del nostro viaggio incantato tra luoghi amati ed ospitali, un sogno ad occhi aperti che illumina e trasfigura le notti e i giorni della nostra vita.

di
Riccardo Ferrucci ::.



“…Nesi possiede una freschezza di inventiva capace di tradurre subito l’osservazione del vero in immagine fantastica, magicamente sospesa in uno spazio e in un tempo che appartengono alla dimensione poetica. I suoi personaggi si muovono lievi in un mondo dove è di scena il paesaggio toscano di colline e cipressi, architetture di tipici casolari sui quali si posa, sigla dell’autore e suo privilegio osservatorio, uno spicchio di luna carnosa, sorniona e curiosa…”

di
Roberta Fiorini ::.



“…L’alone fatato e lirico nella pittura di Nesi, si arricchisce di un connotato metaforico, delineato in maniera fantastica, che tende a sublimare il racconto e a liberarsi dalla simbologia, non volendosi privare di quella fisicità da cui prende origine.
Tra le sfumature dei colori si intravedono i novellieri del Trecento – che secoli fa dissertavano sulle pendici delle colline che circondano il suo studio – e la lezione della storia dell’arte, ma soprattutto aleggia quella popolare stupefazione che alimenta all’infinito lo sguardo dello spettatore trasportandolo in una dimensione altra rispetto ai ritmi circadiani della quotidianità..."

di
A. Romanini ::.



“…Con l’abilità e disinvoltura dell’acrobata Nesi diventa possessore dell’incontrollabile, e riesce a lavorare in armonia con l’imprevedibile, equilibrando parti pensate con elementi più liberi e istintivi. Misteri di un ironico sognatore…”

di
Maurizio Vanni::.


“…E i cipressi beccheggiano come violoncelli struggenti. E i cassetti si spalancano, liberando suoni e segreti che ci portiamo dentro da un tempo immemorabile. E le cose cominciano a salire, appoggiandosi l’una sull’altra. Come le note di una scala musicale, si disperdono in alto, senza però mai giungere a sfiorarla, questa luna magica e morsa da una volpe argentata. Quanto dista ormai da noi, adulti disillusi, il miraggio di questa sua presenza? La luna leopardiana “posava” quieta su un mondo che ci appariva misteriosamente pacificato.
Sigillava ogni notte nel suo arcano e inviolabile silenzio. Questa di Nesi invece lo attraversa, lo scardina e lo sovverte perché vuole con sua musica disseppellire e rianimare i nostri infantili ricordi più remoti, facendo così da essi riemergere quella verità favolosa con la quale già da bambini misurammo e deciframmo il mondo che ci circonda. Una verità necessaria ad orientarci nell’assurdità dell’ignoto, o a renderci ancor oggi meno soli nel buio. Ma essa ormai ben poco incide sul disincanto delle nostre vite, poiché noi l’abbiamo rimossa, rinnegata o forse appena rimpianta senza tuttavia restituirle il ruolo che le compete sulla scena dell’anima…”

di
Giuseppe Cordoni
::.


“…I dipinti di Francesco Nesi vibrano nella presenza del fantastico, l’invenzione dell’immaginazione, il sogno sono i protagonisti delle sue opere, che raccontano storie al di là delle forme… Interessante l’uso di una prospettiva deformata ma non deforme, del colore vibrante ma non eccessivamente vibrato, il tutto fluidamente disposto nello spazio a testimonianza di un pensiero formale compiuto e preciso…”

di
Clara Lotti ::.


“…Il gusto di inventare muove l’idea e la mano nel costruire un luogo che nella realtà comune non esiste: un luogo non luogo, l’utopia. E allora nascono paesi e situazioni impossibili a seguito di una investigazione creativa che si affida allo spazio e alla luce nel mobile gioco combinatorio di un cromatismo vario. Dal quale nasce, automatico, anche l’insegnamento ad evadere dalle strette di una vita oggi così travagliosa, iugulante…”

di
Elvio Natali
::.


“…La sua gioiosa utopia, una forma mentis acquista spontaneamente disegnando e poi ancora disegnando per personale piacere, crea personaggi nati dall’assurdo tra cassetti e armadi sbilenchi, tra ombrelli, improbabili-paracadute, personaggi distratti e giulivi, capaci di raggiungere la felicità tra la natura, volando tra le case distorte che cercano vita negli spazi riservati alle stelle…”

di
Tommaso Paloscia
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“…Messaggi concettuali profondi, insofferenze esistenziali moderne mai, però, ossessive e plumbee, gioiosa fiducia nella vita che sono resi attraverso una tavolozza sempre ricca ed una pittura tecnicamente ben costruita, ed esteticamente poetica come negli inconfondibili notturni illuminati dalla luna…”

di
Giampaolo Trotta ::.


….queste favole, come sospese nell’aria, possiedono il dono di ricordarci che la vita terrestre dipende profondamente da due principi: un principio caldo incarnato nel sole, e un principio umido presente nella luna.
Il muto dialogo tra l’uomo e la luna, è il modo che il pittore ha trovato per un dialogo di ancor più ampio respiro; tra sé e l’universo, tra sé e la proiezione di un mondo interiore, di desideri e sogni da esprimere e realizzare. Infatti nello spazio del quadro, così ben “limitato”, non ci sono verosimilmente “confini”, è veramente uno spazio e un tempo dove tutto è possibile.
Questo pittore-giullare si nasconde forse un po’ dietro l’altra metà della luna, che non ci mostra mai, ma di sicuro non nasconde la sua ironia leggera, nel porgere il lieve passaggio del tempo che trasforma la vita di cosa in cosa….

di
Elisa Nesi ::.

   
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